I recenti indicatori mostrano un graduale miglioramento dell’economia, il calo della produzione dovrebbe fermarsi nei prossimi mesi“. Si è espresso così Ignazio Visco, governatore della Banca d’Italia, in occasione del Council of Councils Regional Conference che si è tenuto stamane al ministero degli Affari esteri (titolo dell’incontro era “Exit from the Euro Crisis: Opportunities and Challenges of the Banking Union).

Gli indicatori segnalano, finalmente, un sostanziale cambiamento dell’andamento economico delle nazioni più a rischio: “L’aggiustamento di bilancio è stato indispensabile nei paesi economicamente più fragili, tra cui l’Italia, per evitare il rischio di perdere accesso al mercato, cosa che avrebbe fatto precipitare la crisi. Gli effetti negativi di breve periodo sull’economia erano il prezzo pagato per evitare conseguenze più serie“.

A breve, quindi, si potrà tirare un sospiro di sollievo, anche se il governatore dà l’allerta: “Gli ultimi indicatori — ha detto Visco — sono coerenti con un graduale miglioramento: il declino del prodotto dovrebbe interrompersi nei prossimi mesi. Il rischio al ribasso di questo scenario è nelle preoccupazioni degli investitori per la possibile instabilità politica dell’Italia“. Il riferimento è alla questione che tormenta il governo in questi giorni: lo scontro Pd-Pdl sul futuro di Silvio Berlusconi.

E mentre Visco si dichiara positivo nei confronti del futuro economico del nostro Paese, l’Istat divulga i dati, decisamente meno ottimistici, del secondo trimestre del 2013: il Pil è diminuito dello 0,3% rispetto al trimestre precedente e del 2,1% nei confronti del secondo trimestre 2012.

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