La notizia arriva direttamente dai laboratori della Ibm di Zurigo: grazie alla collaborazione con l’azienda ticinese Airlight Energy hanno sviluppato un impianto fotovoltaico che arriverebbe a raccogliere l’80% delle radiazioni solari ed avrebbe un costo pari ad un terzo dei sistemi fin qui prodotti.

Qual’è il segreto? Il problema maggiore per questi impianti è rappresentato dalle temperature molto alte che vengono raggiunte nei punti in cui si focalizzano le radiazioni solari. L’impianto in questione avrebbe risolto il problema con un sistema di raffreddamento innovativo – sfruttando l’esperienza fatta per ridurre la temperatura del supercomputer Aquasar.

I ricercatori della multinazionale Usa pensano che con questo sistema si possa produrre energia per un costo inferiore ai 10 centesimi al kilowattora, rendendo il fotovoltaico competitivo anche nei confronti di una centrale elettrica alimentata a carbone – la più conveniente tra le fonti fossili.
Questi impianti dovrebbero arrivare sul mercato tra tre anni. Il passaggio a fonti rinnovabili, oltre a rendere il pianeta più pulito, avrebbe per il nostro paese due altri vantaggi: permetterebbe di avere grandi quantità di energia – quasi inesauribile – a basso costo, e potrebbe ridurre notevolemente la fattura petrolifera, che nell’anno passato è stata di 33,9 miliardi di euro, con un grande beneficio per la nostra bilancia dei pagamenti

photo credit: Dave Dugdale via photopin cc