Si arresta la caduta dei consumi. E in una situazione economica come quella italiana, direi che sia comunque una buona notizia (anche se avremmo bisogno di altro). Secondo l’Indicatore dei consumi della Confcommercio  (IcC), a luglio 2013 si registra una riduzione tendenziale del 2%, mentre rispetto al mese precedente si segnala una stabilizzazione. Questa variazione nulla riguarda gli ultimi tre mesi, e l’assenza di segnali negativi è un fenomeno che non si verificava dall’estate di due anni fa.

Secondo Confcommercio, questi dati “sono in linea con quanto mostrato da altri indicatori. Le informazioni ad oggi disponibili portano a ritenere che, all’inizio dell’estate, l’economia italiana abbia raggiunto il punto di minimo del ciclo economico“. In questo periodo ci vuole particolare attenzione perché “la fine della riduzione dei consumi non delinea automaticamente un profilo di ripresa a breve termine“.

Ci sono “deboli segnali di miglioramento rilevati sul versante produttivo, indice della produzione industriale, ordinativi e grado di utilizzo degli impianti” che “non sembrano preludere, nell’immediato, a una fase di ripresa dell’economia con effetti rilevanti sull’occupazione, sui redditi e di conseguenza della domanda per consumi”.

Il finale è ovvio e condivisibile, ci vuole una ” politica economica“  “orientata a sostenere gli impulsi positivi che provengono dall’economia reale, al fine di promuovere, nel 2014, una crescita più sostenuta rispetto a quanto garantito dagli andamenti inerziali” (vaglielo a dire a Berlusconi…) .

L’IcC registra variazioni positive solo per l’acquisto di beni e servizi per le comunicazioni (+1,1%). La hit parade dei maggiori cali è guidata dai beni e servizi per la mobilità (la domanda registra un -4,1% su base annua). Significativo anche il sgno meno sulla spesa per alimentari,  bevande e tabacchi (-3,9%).
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