L’economia italiana è ancora in recessione ma dai dati Istat sulla produzione industriale il tiepido +0,3% rilevato a giugno farebbe credere ad un’inversione di tendenza.
Sono in tanti a vedere ormai la “luce in fondo al tunnel” e il ministro Fabrizio Saccomanni ha escluso che il governo sarà costretto a ritoccare ancora i conti pubblici con una manovra-bis: nonostante l’ennesimo calo consecutivo del Pil negli ultimi 24 mesi, il titolare del dicastero dell’Economia ha affermato che “la recessione è finita”, reputando troppo pessimistiche le stime dell’istituto di statistica nazionale.

Credo che l’economia entrerà in ripresa, siamo a un punto di svolta del ciclo” ha riferito l’inquilino numero uno di via XX Settembre commentando i dati Istat sulla produzione industriale a giugno, ma per vedere i riflessi della ripresa sull’occupazione, ha aggiunto, “dovremo ancora aspettare”.
Per Saccomanni, inoltre, lo scenario delineato dall’Istat è fin troppo negativo, in quanto, probabilmente, i dati “risentono della stasi politica che ha caratterizzato l’economia fino a maggio prima che si dispiegasse l’effetto delle misure di rilancio”.
Per quanto riguarda, ancora, l’ipotesi di un intervento correttivo sui conti pubblici, il ministro si è dichiarato convinto che se l’economia continuerà a crescere anche nel quarto trimestre non ci sarà bisogno di alcuna manovra-bis a fine anno, anche se resta aperta la questione debiti della Pa nei confronti delle imprese.
Saccomanni ha infine escluso anche interventi generali sul sistema bancario nostrano, lasciando spazio a provvedimenti che potrebbero riguardare solo “singole banche”.