Perché le élite hanno sostenuto così tanto l’austerità? Paul Krugman ha dato a questa domanda una risposta interessante. Secondo il premio Nobel per l’economia - ottenuto per i suoi studi per la sua analisi degli andamenti commerciali e del posizionamento dell’attività economica in materia di geografia economica – si sono opposti – oggi hanno aggiustato un poco il tiro perché la realtà sta mostrando il contrario di quanto affermano – a tutte le politiche che potrebbero attenuare la crisi perché possono costringere i paesi a compiere quelle riforme che ritengono necessarie – e che possono servire, fino ad un certo punto, alla crescita economica.

In altre parole, uno stimolo all’economia efficace potrebbe rendere evitabili quelle che le élite considerano delle possibilità – ma che tante persone considerano invece dei disastri. Una tesi molto simile a quella che esprime Naomi Klein nel suo Shock Economy: dal colpo di Stato in Cile in poi, le élite stanno sfruttando i disastri per passare politiche neoliberiste, anche se non hanno alcun impatto sulle cause dei disastri.

Un successo delle teorie keynesiane potrebbe portare i politici a non dover umiliarsi davanti alle imprese per preservare la fiducia nel loro paese. Insomma ci sono degli interessi in ballo.

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