Dall’inizio della crisi – era il lontano 2007 – la ricchezza netta delle famiglie italiane è diminuita del 9%. E’ questo in sintesi il responso che arriva dal rapporto annuale sulla ricchezza delle famiglie italiane pubblicato in questi giorni dalla Banca d’Italia – i risultati riguardano l’anno 2012
Se il confronto riguarda 2011 e 2012, il calo in termini reali è stato del 2,9%. Il problema è che la discesa non sembra rallentare: nei primi sei mesi dell’anno che sta per finire, la riduzione è stata dell’1%.
Nel 2007, la ricchezza degli italiani era pari a 9.385 miliardi di euro. Cinque anni dopo questa cifra era scesa a 8.542 miliardi di euro. Il 61,1% è rappresentato da attività reali, mentre la parte restante viene dalla finanza. Se si concentra lo sguardo sulle attività reali, si può notare che l’83,8% è rappresentato dagli immobili – mentre il resto è rappresentato da fabbricati (5,8%), impianti, macchinari attrezzature, scorte e avviamento (4%), terreni (4,1%), e infine oggetti di valore (2,3%).
Il valore delle abitazioni in mano alle famiglie italiane è sceso del 3,9% tra il 2011 ed il 2012 – mentre se il confronto è tra il 2007 ed il 2012, il calo arriva al 9%.
La ricchezza degli italiani, nonostante il calo, resta pari a 7,9 volte il reddito disponibile: più o meno quanto Francia, Regno Unito e Giappone, e più di quanto avviene negli Stati Uniti, in Germania e Canada. Il rapporto tra la ricchezza reale ed il reddito disponibile è pari a 5,5, ed il valore italiano è più basso solo dell’indice francese.
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