L’Ocse conferma quello che già sappiamo. Siamo nel tunnel e per ora non si vede l’uscita. Secondo l’outlook semestrale dell’organizzazione internazionale, “il necessario risanamento dei conti pubblici” – non fatemi fare commenti sennò potrei usare delle parolacce - ”e le restrittive condizioni di credito hanno prolungato la recessione in Italia”. Scordiamoci il ritorno a seppur timidi segnali di crescita durante il corso. Per rivedere la luce di una timida crescita dell’economia dobbiamo aspettare il 2014 – si parla di un +0,4% per il nostro Pil, in timida discesa dallo 0,6% di sei mesi e dallo 0,5% di un mese fa.

Per l’anno in corso si parla di un -1,8%, contro il -1% di novembre e il -1,5% di un mese fa. Peggio di noi nella zona Euro faranno solo la Grecia (-4,8%), il Portogallo (-2,7%) e la Slovenia (-2,3%), mentre pure la Spagna dovrebbe fare leggermente meglio di noi – con un meno 1,7%. Resteremo nei parametri del rapporto deficit/Pil sia nel 2013 che nel 2014 – e l’anno prossimo dovremmo essere addirittura al 2,25%. Il debito pubblico salire al 134% del Pil, e soprattutto ci si aspetta un peggioramento della disoccupazione dall’11,9% del 2013 al 12,5% dell’anno prossimo.

Dovrebbe migliorare l’export – unica notizia positiva – in crescita del 2,9% per l’anno in corso e del 4,9% per il 2014. Ultima annotazione: l’inflazione dovrebbe essere in discesa: si stima un valore medio per il 2013 del’1,6% e dell’1,2% per l’anno venturo.