Il tasso di disoccupazione è all’11,5%, il 38,4% della forza lavoro tra i 15 ed i 24 anni non trova un impiego, 200 aziende chiudono ogni giorno, si sta superando la barriera dei 4 milioni di poveri… Queste sono solo alcune delle cifre della profonda crisi che sta colpendo l’Italia.

Perché siamo finiti a questo punto? La risposta che a volte sembra arrivare dal Movimento 5 Stelle è che questo sia colpa della classe politica italiana. Non è proprio così… La depressione economica che stiamo vivendo ha le stesse origini della Grande Depressione degli anni Trenta. Quando le forze del mercato vengono lasciate senza controlli finiscono sempre per stamparsi contro un muro  (o qualche altro ostacolo fisso).

E allora? Se vogliamo un futuro diverso dal presente dobbiamo cambiare strada, mettere una museruola alla finanza vorace in dieci mosse. E’ quello che ho cercato di spiegare in Libera volpe in libero pollaio, un piccolo libretto che ho scritto in questi mesi e che è uscito da pochi giorni per l’EMI. Si chiama Libera volpe in libero pollaio e oltre a spiegare come siano finiti in questo cul de sac, immagina una serie di passi per uscire dalla schiavitù della Finanza.

Volete un esempio? Bisogna introdurre dei principi giuridici – a livello nazionale e internazionale – che versino della sabbia nei meccanismi della speculazione, come il reato di attacco speculativo alle monete o di illecito arricchimento proveniente da manovre speculative contro monete (con conseguente confisca dei patrimoni acquisiti); o il reato di abuso di posizione dominante in campo finanziario (quando la capacità di un competitore finanziario supera una certa soglia, giudicata pericolosa per la sovranità degli Stati, viene sanzionato. Una sorta di abuso di posizione dominante come aveva fatto l’Unione Europea con Microsoft).

All’inizio degli anni Novanta, George Soros ha guadagnato miliardi di dollari nel giro di pochi giorni attaccando sterlina e lira, in gran parte a causa di questa incursione, il governo Amato partorì una manovra finanziaria da 100.000 miliardi di lire, la più importante dal dopoguerra, che conteneva il prelievo forzoso del 6‰ dai conti correnti delle banche italiane, nella notte tra giovedì 9 e venerdì 10 luglio 1992.

Secondo voi questa è giustizia?