I dati resi noti in questi giorni dall’Istat sono chiari. Nel mese di luglio, se si guardano gli ordinativi totali per l’industria italiana, si registra nel mese di luglio del 2013 una flessione congiunturale dello 0,7%, sintesi di un calo del 2,6% del mercato interno e di un aumento dell’1,7% di quello estero. E più in generale negli ultimi tre mesi si registra una crescita del 2,3% rispetto al trimestre precedente. Secondo il capo economista di Nomisma Sergio De Nardis: ”L’estero torna a ‘tenere’ ma non sembra in grado di compensare un mercato domestico sempre in ribasso”.

E’ interessante a questo proposito la lettura che ne fa il Codacons: il calo senza fine della domanda interna è dovuta anche al fatto che le misure prese dai governi italiani che si sono succeduti hanno colpito i ceti medio-bassi molto di più dei ricchi, delle banche, degli evasori e degli speculatori. L’aumento dell’Iva rappresenterebbe un’altra misura in questa direzione – visto che le imposte indirette hanno caratteristiche regressive. Bisogna cercare di invertire la situazione cercando di assicurare una maggiore progressività al sistema tributario italiano per uscire dalla depressione…

Secondo il Codacons bisogna spostare “la tassazione dai consumi ai patrimoni, dall’Iva all’Irpef, dal lavoro alle rendite finanziarie, dai lavoratori dipendenti agli speculatori finanziari. Il Codacons, in  ltal senso, per non aumentare l’Iva, propone 3 valide alternative: Imu maggiore per chi ha più di 3 case, contributo di solidarietà per chi guadagna più di 90.000 euro e innalzamento dal 20 al 27% dell’aliquota sulle rendite finanziarie“.

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