Se ci pensate bene, nel suo anno e mezzo alla guida della Banca centrale europea, Mario Draghi è riuscito a porre un freno alla tragica crisi dei debiti sovrani. Il giorno della svolta è stato il 26 luglio quando l’ex governatore della Banca d’Italia ha affermato che “nell’ambito del nostro mandato la Bce è pronta a fare tutto il necessario a preservare l’Euro. E credetemi, sarà abbastanza”.

Da allora i media e non solo fanno molta attenzione non solo alle decisioni della Banca centrale europea, ma anche alle dichiarazioni del suo presidente. Nell’ultima conferenza stampa, il destinatario dei suoi messaggi è sembrato a molti il neonato governo italiano: secondo il banchiere italiano “i governi” non devono vanificare “i nostri sforzi”. I conti vanno tenuti in ordine e vanno fatte le riforme strutturali: non si può passare dal rigore al lassismo fiscale.

Tra le righe lo stesso Draghi ha ammesso che nelle fasi più concitate della crisi la disciplina di bilancio è stata troppo draconiana – non ci voleva un genio. Con perfetto gioco di squadra, il neo-ministro dell’economia, ed ex direttore generale della Banca d’Italia Fabrizio Saccomanni ha detto che al rigore non c’è alternativa – il 3% di deficit resta “un limite invalicabile” – e che il programma di Letta contiene un elenco di cose da fare, bisognerà vedere quali poi saranno fattibili.

L’impressione è che ancora una volta l’Italia sia una pedina in un gioco più grande. Draghi muove i suoi uomini – Saccomanni – per evitare i mal di pancia tedeschi. La Bundesbank continua a criticare lo scudo anti speculazione e ha probabilmente ha votato contro la riduzione dei tassi.

Il lassismo fiscale italiano potrebbe rendere più difficile l’applicazione delle altre misure non convenzionali che la Bce sta studiando per ritornare alla crescita. Una di queste potrebbe essere la decisione di far diventare negativi i tassi dei depositi delle banche presso la Bce. Con un tasso negativo le banche avrebbero solo due alternative: trovare rifugio all’estero – facendo ridurre il cambio dell’euro rendendo più competitivi i beni europei -, o assumere più rischi e ritornare ad imprestare soldi.

Degli altri ve ne ho parlato ieri. Resta da capire se i tedeschi gli lasceranno prendere questi rischi (calcolati ma sempre rischi)…

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