Per l’Italia serve una rapida soluzione politica o rischia di essere seriamente penalizzata rispetto alla concorrenza. È quanto il ministro dell’Economia, Vittorio Grilli, ha dichiarato venerdì a Washington in coincidenza dell’inizio dei lavori del G20.
Non vedo tanto rischi per l’economia globale”, ha spiegato Grilli in riferimento allo situazione di stallo del Paese, “vedo piuttosto rischi per l’Italia, perché, come questi meeting dimostrano, le grandi sfide, le grandi problematiche sono globali e bisogna essere in grado di individuare strategie chiare, di negoziare e agire velocemente con soluzioni politiche efficaci e importanti”. Ciò che serve al Paese, dunque, è “una soluzione politica veloce, perché un’Italia che non decide ed è debole può fare comodo solo ai nostri competitor. Quindi sono più di tutti gli italiani interessati ad avere delle soluzioni veloci che ci mettano in condizione di proseguire il dialogo e il negoziato in questi tavoli, in grado di fare scelte in questo momento veramente difficile per il mondo”.

Lo sblocco dei debiti della Pa. Dopo aver discusso degli incontri primaverili in cui i ministri delle Finanze e i governatori delle banche centrali dei venti grandi del Pianeta dovranno confrontarsi sull’analisi dei rischi del Fmi, sulle politiche monetarie adottate dal Giappone e sul temutissimo fiscal cliff  Usa, Vittorio Grilli ha toccato anche la questione crediti alle Pmi.
Il problema dei prestiti alle piccole e medie aziende, in una fase di debolezza economica è comune non solo all’Eurozona, ma fa parte del ciclo economico. – ha dichiarato il ministro – Poi nell’area a moneta unica, con la crisi dei debiti sovrani si è avuta una segmentazione dei mercati, sia dal punto di vista dei depositi che dal punto di vista dei crediti commerciali. Nel primo caso la segmentazione è andata molto migliorando, anche nei Paesi periferici, dal punto di vista dei crediti alle aziende, tuttavia, questa segmentazione ancora si vede”. Ed è per questo che si è reso indispensabile lo sblocco dei 40 miliardi di euro della Pubblica amministrazione. “Questo nostro intervento cerca di essere almeno compensativo, ma non solo”, poiché stimola le stesse banche “ad agevolare l’accesso al credito delle piccole e medie imprese”.