Con la pesantissima crisi che stiamo vivendo, molti di noi pensano che tutti gli italiani non risparmino più nulla, ma che anzi facciano ricorso ai guadagni di una vita per arrivare alla fine del mese. Questo è vero per molti, ma non per tutti. E non parlo solo dei supericchi.

Con la recessione, molte famiglie tendono a frenare i consumi e le uscite. il risultato finale è che i salvadanai sono più pieni: a giugno dell’anno in corso siamo arrivati a 849,6 miliardi di euro, per una crescita rispetto a dodici mesi fa di 44,6 miliardi di euro. A giugno 2012 i risparmi delle famiglie italiane erano pari a 804,9 miliardi – per cui in dodici mesi c’è stata una crescita del 5,5%.

Lo rivela un’analisi del centro studi Unimpresa, che è partito dai dati forniti da Bankitalia, secondo il quale le riserve di imprese, famiglie e intermediari finanziari sono aumentate di 100 miliardi. Secondo il nostro istituto centrale infatti, i depositi bancari sono cresciuti tra giugno 2012 e 2013 da 1.389,5 a 1.489 miliardi (+99,4 miliardi).

E’ il risultato di una serie di aumenti. Come quelle negli investimenti in depositi di assicurazioni e fondi pensione, passati da 18,2 a 22,5 miliardi (+4,3 miliardi, per una variazione percentuale del 23,68%). E’ solo uno dei tanti casi di crescita a doppia cifra: i depositi vincolati a breve scadenza sono passati nel giro di un anno da 281,3 a 321,9 miliardi (+14,45%, per  un aumento di 40,6 miliardi). Nonostante i tassi nulli, aumenta pure l’ammontare di denaro lasciato nel conto corrente: da 699,4 a 728 miliardi (+4,09%).

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