L’annuario statistico dell’Istat traccia un quadro impressionante del lavoro in Italia.  Volete un esempio? Eccolo: tra gli under 30 senza lavoro ci sono più laureati che diplomati. Il nostro istituto statistico si affretta però ad aggiungere che nel lungo periodo una laurea è ancora un valore aggiunto

Sui dati generali che riguardano i dati generali sulla disoccupazione vi rimando all’ultima news in materia che abbiamo pubblicato alla fine di novembre. In questa occasione mi interessa dare un’occhiata agli aspetti che non trattiamo abitualmente. Per esempio: in media, nel nostro Paese, ci vogliono 21 mesi per trovare un lavoro – si va dai 15 mesi del Nord ai 27 del Sud. E ancora: un precario guadagna in media la metà di chi ha un posto fisso, (15.633 euro contro 29.852)  un dirigente d’azienda guadagna 4 volte quello che porta a casa un operaio (83.147 euro contro 21.164).

Siamo insomma un paese dove regnano le sperequazioni: la retribuzione media annua pro-capite è pari a 28.558 euro, ma le donne prendono in media il 20% in meno degli uomini (24.828 contro 31.394 euro). E ancora, l’importo medio delle pensioni nel pubblico è doppio rispetto alle pensioni erogate nel comparto privato (21.951 euro contro 11.023).

Un’ultima mazzata: in Italia, oltre 73.000 famiglie non vivono sotto un vero tetto, ma in baracche, roulotte e tende. Dieci anni fa erano in 23.336. Questi nuclei sono concentrati soprattutti nel Centro.

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