La crisi colpisce tutti i settori del mercato interno, e quindi anche gli stabilimenti balneari. Secondo Riccardo Borgo, presidente della Sib, il sindacato italiano dei balneatori della Fipe Confcommercio (associa circa diecimila imprese): “Quest’anno il nostro lavoro, di fatto, è iniziato solo a partire dal mese di luglio. A maggio e giugno, infatti, un po’ dappertutto le avverse condizioni atmosferiche e soprattutto le temperature quasi autunnali, ben al di sotto delle medie stagionali, hanno convinto i turisti a non andare in spiaggia”.

Una delle ragioni che ha portato ad un crollo delle presenze del 40%. E se aggiungiamo la “crisi economica, che in sostanza ha obbligato 8 milioni di italiani a rinunciare alle vacanze, ecco spiegate le difficoltà del turismo balneare italiano”.

L’anno scorso luglio aveva segnato un inversione di tendenza. Quest’anno non è stato così, nonostante le “condizioni atmosferiche buone per quasi tutto il mese”.

Per questo si parla di circa diecimila posti di lavoro stagionale persi. Sarebbero colpiti soprattuto gli studenti universitari

Il crollo è compensato solo dal week end, mentre i clienti nei giorni feriali sono di meno. Il crollo viene soprattutto dalla riduzione della domanda italiana, visto che sono in aumento i turisti stranieri: tedeschi, inglesi, francesi, russi, polacchi, argentini e cinesi.

Agli imprenditori balneari non resta che sperare in agosto per ridurre le perdite. Anche per dare speranza ai 600.000 impiegati nel settore.

Photo: alfieianni via Flickr