Tra il 2008 e l’agosto passato, in Italia sono state autorizzate quasi cinque miliardi di ore di cassa integrazione… Solo nel mese passato sono state 75.344.223 – l’unico nota positiva è che siamo in calo rispetto al mese precedente del 6,56%. Il calo non riguarda però la cassa integrazione straordinaria – che nei primi otto mesi dell’anno segna un +11,8% sullo stesso periodo del 2012.
Sono i dati dell’Osservatorio Cig della Cgil, e che segna un processo di deindustrializzazione in atto – per la cigs ovviamente. Come spiega il sindacato ci vogliono “risposte decise e veloci” davanti alle tante crisi aperte, dalla Natuzzi alla Riva Acciaio.
I vertici di questi ultimi cinque anni sono stati il 2010 ed il 2012 con più di un miliardo di ore autorizzato. Nell’anno corrente siamo arrivati a 703.990.798 – ovvero lo 0,36% in meno rispetto al 2012. Il lieve calo non di ci deve far dimenticare che in cassa zero ore ci sono mezzo milione di persone. Lavoratori che hanno perso reddito per 2,65 miliardi di euro, per una perdita per il portafoglio di ogni cassaintegrato di 5.300 euro.
Per quanto riguarda il resto, c’è da rilevare una diminuzione delle domande di ristrutturazione aziendale – sono 138 dall’inizio dell’anno per una variazione percentuale rispetto all’anno passato del -14,29% -, così come quelle per la riorganizzazione aziendale: 146, per un -13,61%. Ovviamente al primo posto per cassa integrazione ci sono le regioni del nord, con in cima la Lombardia, seguita da Piemonte e Veneto. Se si guarda ai settori, quello più colpito è la meccanica seguito da commercio ed edilizia.

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