Il superamento della barriera psicologica dei 250 punti – ovvero del 2,5% – di spread tra il rendimento dei BTP italiani e dei Bund tedeschi è un’ottima notizia. Soprattutto se si considera che alla fine del 2011 (all’epoca della fine del governo Berlusconi) la distanza superava i 500 punti ed in alcuni momenti aveva toccato la tragica soglia dei 700.

Questo assottigliamento dello spread non si è tradotto in tassi più bassi per i nostri titoli, perché nel frattempo il mercato sta chiedendo ai titoli di stato tedeschi delle remunerazioni maggiori

Se questo quadro dovesse mantenersi oltre il breve periodo rappresenterebbe di per sé una notizia positiva per la nostra economia perché il Tesoro potrebbe ridurre le somme prudenzialmente accantonate per pagare gli interessi e destinarle all’economia reale.

La vera posta in gioco per il nostro paese è il ritorno alla crescita – seppure minima. E su questo le chiacchere stanno a zero: bisognerà vedere quali dati farà uscire l’Istat relativamente al Pil del terzo trimestre 2013.

Sicuramente i primi segnali di ripresa a livello europeo, così l’aumento di fiducia dei consumatori e il ritorno alla crescita della Lombardia… danno qualche speranza in più. Ma fino allora – e anche oltre – bisognerà tenere il fiato sospeso.

In tutto questo quadro, ovviamente, la fine del governo Letta potrebbe avere un pessimo impatto… Il pagamento dell’Imu per esempio potrebbe avere un ulteriore effetto depressivo sui consumi… E questo è solo una delle possibilità negative che si prospetterebbero all’orizzonte.
photo credit: Fabian Bromann via photopin cc