Prima di ogni considerazione bisogna ricordarsi sempre che sulle finanze pubbliche italiane pesa il macigno di un debito pubblico di 2075,1 miliardi di euro – i dati sono di giugno 2013, e segnavano un +600 milioni rispetto al mese precedente – che corrisponde al 130% del Pil italiano.

Detto questo non si può notare che nell’ultimo anno – ovvero da quando Mario Draghi è riuscito a far approvare dal direttivo della Banca centrale europea lo scudo anti spread – i titoli di stato italiani hanno registrato un rendimento discendente, che ha portato lo stato italiano a pagare in media un punto percentuale in meno sui propri titoli.

Valori che corrispondono ad un minore esborso per lo Stato dell’ordine di due miliardi di euro – ovviamente solo per questa voce.  Secondo il documento di economia e finanza del ministero dell’Economia, l’aumento – o il calo -  di un punto percentuale dei titoli pubblici avrebbe un impatto negativo – o positivo – sul Pil italiano dello 0,15% nel primo anno, dello 0,33% nel secondo e dello 0,46% nel terzo.

Insomma una buona notizia che non ci deve far perdere di vista la situazione complessiva…
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