Secondo il Centro Studi di  Confindustria, secondo la Congiuntura flash di novembre, la fine della recessione è dietro l’angolo: “L’inversione di marcia è in atto”. A differenza però di tanti che in questi giorni parlano di crisi, recessione e ripresa per partito preso, l’organizzazione di Viale dell’Astronomia, cerca di fornire qualche spiegazione sui fattori che “mettono a rischio le già modeste previsioni di crescita” per l’anno venturo: “l’euro più forte dell’atteso”, i rischi di deflazione e il solito famigerato credit crunch

Questi rischi sono appena attenuati dal “parziale pagamento degli arretrati della pubblica amministrazione“, e potrebbero ulteriormente ritardare l’uscita dalla recessione… In Italia, il calo del Pil dal 2007 ad oggi è stato pari al 9,1%, con una frenata della contrazione nel terzo trimestre (-0,1% contro il -0,3% del trimestre precedente).

In questo quadro:  ”La Legge di Stabilità presentata dal governo fa molto poco per rimettere al centro l’industria e rilanciare lo sviluppo”. E i passaggi parlamentari potrebbero indebolirla ulteriormente – lo ha detto anche “la Commissione europea”. Secondo il Csc, senza un “taglio del cuneo fiscale a beneficio delle imprese manifatturiere, oltre che dei lavoratori” degno di questo nome, è inutile aspettarsi “rapidi progressi nel ritmo di marcia del pil e, quindi, nella creazione di occupazione”. Anche su questo versante i dati sono negativi e mostrano una situazione peggiore di quella che inizialmente si stimava.

Il Csc invita a imboccare ”con più decisione la dura strada delle riforme“, che in Irlanda, Portogallo e Spagna sta dando “i primi frutti“: la Spagna è uscita dalla recessione nel terzo trimestre, mentre Portogallo ed Irlanda hanno confermato la crescita già rilevata nel secondo trimestre. Un’ultima annotazione sulla Grecia: i dati sul Pil sono sempre terribili, ma la caduta dei livelli di attività, anche in questo paese, si sta riducendo di ampiezza. Magra consolazione…

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