“Contrariamente a quanto affermano autorevoli esponenti politici la recessione non è finita, la sua fine appartiene al novero delle ipotesi e delle speranze”, così Carlo Sangalli, leader di Confcommercio, a Venezia al Forum dei Giovani imprenditori durante il quale è stato chiaro nei confronti Parlamento: “O si modifica in modo sostanziale la legge di Stabilità, alleggerendo il carico fiscale altrimenti il 2014 non sarà l’anno della ripresa”.

I dati diffusi dallo studio Confcommercio-Cer secondo i quali la pressione fiscale resterà ai massimi livelli, a quota 44%, fino al 2016, non lascia speranze ad una ripresa. Non c’è stata una poderosa operazione meno spesa e meno tasse ma si continua a far quadrare i conti dello Stato attraverso la leva fiscale”, ha dichiarato Sangalli che ha sottolineato quanto è oppressiva la pressione fiscale “inchiodata al 44% del Pil almeno fino al 2016: dal 2012 al 2017 lo Stato sottrarrà alle tasche delle famiglie 81 miliardi di euro in più e spenderà 50 miliardi di euro in più. Bisogna ridurre le tasse e semplificare gli adempimenti che stanno strozzando le imprese, è necessario anche ridurre il cuneo fiscale“.

Dallo stesso palco gli ha subito replicato il viceministro dell’Economia, Stefano Fassina. La Legge di Stabilità è stata giudicata da tutti poco coraggiosa, ma è la prima che invece di sottrarre dà all’economia, poco, è vero, solo 3 miliardi, ce ne volevano di più, ma è la prima che cambia, è una Legge di Stabilità moderatamente espansiva”.

La Confcommercio ha rivisto al ribasso anche la stima del Pil per il 2014, a +0,3% invece che +0,5%. Il Sud andrà peggio: -0,2%, negativo per il settimo anno consecutivo. Nel 2014 stima l’associazione dei commercianti i consumi avranno segno meno, per il terzo anno consecutivo con un taglio alla spesa delle famiglie dello 0,2%, “È un fatto gravissimo” ha commentato l’associazione.

In conclusione per Sangalli “serve una finanziaria che metta nelle tasche delle famiglie un po’ di soldi in più per rilanciare i consumi”.