Senza fine. Come la canzone di Gino Paoli. E l’incertezza frena i consumi alimentando ancora di più la recessione in cui ci siamo impantanati. Secondo la Confcommercio, la spesa per consumi è calata anche nel mese di aprile. La riduzione è del 3,9% su base annua e dello 0,1% rispetto al mese precedente. Complessivamente si tratta della diciassettesima variazione negativa negli ultimi venti mesi. In particolare colpisce il fatto che ora calino anche i consumi per le telecomunicazioni, ovvero gli acquisti di smartphone e tablet: sono in discesa del 2,5% su base mensile – e dello 0,1% all’anno. Il dato su base annuale mostra solo un lieve segno meno, ma bisogna considerare che finora questi consumi erano stati in controtendenza rispetto a tutti gli altri settori.
Se passiamo ad osservare la produzione, Confindustria ha rilevato che a maggio la produzione industriale ha registrato un modesto segno meno – lo 0,1% -, dopo il +0,2% del mese precedente. Ciò significa che si sta attenuando la diminuzione della produzione, ma che non ci si può aspettare a breve un ritorno al segno positivo. Ci si deve accontentare insomma di notizie non negative, come il pallido miglioramento del clima di fiducia delle imprese (continua invece a peggiorare la fiducia delle famiglie – non per nulla la spesa è ritornata ai livelli del 2000.