L’Istat rileva ad ottobre un calo delle aspettative sia per quanto riguarda i consumatori che per le imprese. L’indice complessivo è passato dall’82,8 di settembre a quota 79,3 di ottobre. Con questo dato si chiude una serie positiva durata tre mesi. Questo valore medio è effetto del peggioramento della fiducia nel settore del commercio al dettaglio e dei servizi di mercato, mentre risulta in miglioramento dei dati sulla fiducia nel settore manifatturiero e della costruzione.

Per le imprese manifatturiere si passa dal 96,8 di settembre a 97,3. L’indice del clima di fiducia delle imprese di costruzione sale dal 78,9 di settembre a 80,8 di ottobre. Nel commercio al dettaglio invece l’indice è sceso da 91,8 di settembre a 89 (effetto soprattutto dalla riduzione della fiducia nel settore tradizionale passato da 94,4 a 90,6). I motivi di questo calo – almeno per il settore del commercio al dettaglio – è chiaro: l’aumento dell’Iva ordinaria dal 21 al 22%.

Sicuramente un altro dei motivi che hanno contribuito alla battuta d’arresto è la percezione di una scarsa stabilità del governo Letta. Una situazione che pesa soprattutto nella situazione attuale di grande instabilità dei mercati…

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