La Banca d’Italia - è una delle sue attività abituali – sta svolgendo ispezioni in venti banche. Per otto di loro l’istituto centrale ha allargato le sue attività di indagine. Non più solo i crediti deteriorati, le ispezioni riguardano l’intero portafoglio crediti. Ufficialmente il monitoraggio di Bankitalia sarebbe dovuto alla futura Unione bancaria Europea. In previsione della centralizzazione dei controlli le autorità nazionali hanno aumentato i controlli sui propri istituti di credito.

L’idea sarebbe quella di fare pulizia tra i conti in difficoltà degli istituti di credito. Per questo già negli ultimi mesi Bankitalia ha fatto aumentare il livello di copertura delle sofferenze per gli istituti di credito italiani. Già a maggio, nelle sue Considerazioni finali, il governatore Ignazio Visco aveva chiesto alle banche di cedere alcuni asset non produttivi.

Tutto per aumentare gli accantonamenti già previsti – e che si aggiungerebbero ai 3,4 miliardi di euro che Bankitalia ha chiesto di accantonare agli istituti di credito ispezionati – oltre a quelli che erano già stati previsti nei bilanci delle banche. Ovviamente non ci è dato sapere quali sono le banche sottoposte ad un supplemento di indagine. E la notizia è diventata l’occasione, per le tante Cassandre, di nuove funeree previsioni…
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