Siamo in crisi. E con la crisi sono – o sarebbero – aumentati i suicidi. Il fenomeno per ora è ristretto alle chiacchere da bar. Ma c’è anche chi ha iniziato a fare due conti. Come il direttore dell’Osservatorio nazionale sulla salute nelle regioni italiane Walter Riccardi, che a margine della presentazione del rapporto Osservasalute 2012 ha affermato come negli ultimi quattro anni, siano aumentati “del 20-30%” i suicidi dovuti a motivazioni economiche.
Complessivamente però i numeri totali dei suicidi restano “piccoli”. Non c’è però da essere allegri, visto che gli italiani utilizzano gli antidepressivi in misura sempre più massiccia – e questo naturalmente aumenta il rischio di suicidi. Secondo il rapporto Osservasalute 2012, il consumo di questo tipo di farmaci sarebbe moltiplicato per quattro nel giro di dieci anni.
Nel 2000 il consumo era pari a 8,18 dosi giornaliere per mille abitanti. Nel 2010 le dosi erano diventate 36,1 – e in questo aumento c’è anche il fatto che gli psicofarmaci vengono prescritti anche in caso di “depressione lieve”.
In relazione alla quantità di medicinali non stupisce il fatto che il tasso dei suicidi nel biennio 2008-2009 sia stato paria a 7,23 per 100.000 residenti dai 15 anni in su. Nel 2009 ci sono stati 3.870 suicidi contro i 3.607 del 2006.
L’aumento si deve quasi unicamente agli uomini, che del resto rappresentano il 77% dei casi.
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