In questi giorni arrivano i primi timidi segnali positivi sull’economia italiana. Queste informazioni non ci devono illudere sulle difficoltà presenti. Per capirlo basta vedere cosa sta succedendo nell’anno in corso nei tribunali fallimentari. I dati parlano di 126.000 imprese che hanno avviato una procedura che porterà l’azienda al fallimento o al concordato preventivo.

Se restringiamo il nostro sguardo alla prima di queste fattispecie, nel primo semestre dell’anno in corso, l’economia italiana ha registrato grossomodo 6.500 procedure fallimentari (rispetto all’anno precedente siamo ad un +5,9%). Al quadro bisogna aggiungere i problemi che stanno affrontando le imprese storiche – ovvero quelle hanno alle spalle oltre mezzo secolo di attività. Secondo le stime dell’Ufficio Studi della Camera di commercio di Monza e Brianza, tra il 2008 e il 2012 hanno chiuso circa 9.000 imprese storiche.

Rappresenta il 25% delle aziende con più di 50 anni di storia. Prima della grande crisi questa percentuale era al 20%. Le regioni che hanno mostrato le maggiori crescite percentuali in termini di fallimenti sono la Toscana (+33,8%), la Calabria (+31%) ed il Trentino Alto Adige (+26,9%). La regione che presenta il maggior numero di fallimenti è ovviamente la Lombardia (sono in tutto 1.400 per un +7,5% in un anno). Più del 50% delle imprese fallite in questa regione sono nate tra il 2000 ed il 2009.

Se guardiamo alle aziende più datate, la crisi ne ha fatto strage soprattutto in Calabria – dove hanno chiuso il 53% delle imprese storiche, ovvero 250 aziende -, Puglia47,6% per più o meno 300 imprese. In Lombardia siamo invece al 33% per 4.200 chiusureCarlo Edoardo Valli, il Presidente della Camera di commercio di Monza e Brianza cerca comunque di vedere il bicchiere mezzo pieno ”In questo periodo di difficoltà il Paese può ripartire da un lato valorizzando la componente giovane dell’imprenditoria attraverso il supporto alle start up innovative e dall’altro salvaguardando le imprese storiche che ne hanno determinato lo sviluppo. Per questo, compito delle istituzioni è individuare percorsi e iniziative ad hoc che sostengano il fare impresa nonostante la crisi”.
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