Quali sono i dati sull’economia italiana? Come si è scritto in questi giorni, il nostro paese non è ancora uscito dalla recessione – ovvero il Pil italiano è sceso anche nel secondo trimestre.
Il dato però se paragonato a quello dei precedenti trimestri (-0,9% nell’ultimo trimestre del 2012 e -0,6% nel primo trimestre di quest’anno) mostra un forte rallentamento nel ritmo di contrazione, ed è migliore rispetto alle previsioni. Per questo due economisti autorevoli come Lucrezia Reichlin e Francesco Daveri sono arrivati ad affermare che “l’industria italiana è ripartita”.

Quello che colpisce maggiormente è il pessimismo sulla nostra economia. Un sentimento che unisce giornali come Il fatto quotidiano ed organizzazioni internazionali come l’Ocse, secondo la quale, a maggio, la recessione italiana sarebbe continuata per tutto il 2013.

Una conferma a questa impressione viene dall’esame del consensus, ovvero delle aspettative di imprese, banche… Il cuore economico dell’Europa aveva previsto un andamento peggiore dell’economia. Per l’Italia si prevedeva un calo dello 0,4%, per la Francia un -0,1% contro l’aumento dello 0,5% certificato da Eurostat. Il divario più evidente si è registrato in Portogallo: le previsioni erano di un calo dello 0,1%, mentre la realtà ha mostrato un progresso dell’1,1%.

La morale di quello che ho scritto qual’è? Fare previsioni in economia è un’operazione difficile (e a tratti impossibile). Nell’impegnarsi in questo esercizio bisognerebbe non lasciarsi trasportare né dall’ottimismo né dal pessimismo. E nemmeno lasciarsi trasportare da posizioni preconcette – come quelli del Fatto quotidiano che a volte sembrano schiacciarsi troppo sulle posizioni del Movimento cinque stelle…

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