A novembre l’indice Istat che misura complessivamente il clima di fiducia dei consumatori torna a salire, passando dal 97,3 di ottobre al 98,3 del mese di novembre – per intenderci comunque restiamo al di sotto del 2005 che rappresenta il valore 100… Negli ultimi sei mesi si sono registrati cinque rialzi ed un calorelativo al mese di ottobre.

Le aspettative, se si esce dal dato medio sono in chiaroscuro – a volte danno l’impressione che il consumatore medio Istat sia un po’ schizofrenico: Il 98,3 è frutto di una crescita della componente personale (da 98,1 a 101,1) e di una diminuzione nella componente economica da 93,1 a 91,6.

Non è l’unica dicotomia: l’ indicatore del clima corrente passa da 96,1 a 99,2, quello del clima futuro scende da 98,5 a 97,3, migliorano i giudizi sulla situazione economica (si passa da -129 a -123), mentre peggiorano le attese (da -15 a -23). Crescono – questo è l’unico dato che era preventivabile – le attese sulla disoccupazione da 71 a 74.

Più univoci i dati sulle attese relativamente alla situazione economica della famiglia: saldi in miglioramento da -64 a -60 e da -18 a -14. Cresce anche il saldo dei giudizi sul bilancio familiare aumenta da -22 a -18. In miglioramento pure le opinioni sull’opportunità attuale e sulle possibilità future di risparmio (si passa nel 1° caso da 134 a 140 e nel secondo da -59 a -53. In rosa pure le valutazioni sull’opportunità di acquisto di beni durevoli mostrano un miglioramento, con il relativo saldo che passa a -82 da -90.

Il 98,3 è una media anche fra dati regionali discordanti. Come molti di voi avranno immaginato, il clima aumenta al Nord, diminuisce – ma di poco – al Centro e resta stabile nel Mezzogiorno.

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