Oggi alle 18 si terrà una riunione d’emergenza dei ministri delle finanze dell’Eurogruppo, per discutere del debito greco e della partecipazione dei privati alla sua riduzione.

Austerity: il nodo dolente delle pensioni

Il premier ellenico Papademos nella notte ha trovato l’accordo su tutte le misure di austerity richieste per il taglio da 325 milioni di euro necessario ad accedere agli aiuti internazionali da 130 miliardi. Manca però l’intesa su altri 300 milioni da reperire: Papademos intendeva trovarli attraverso un taglio alle pensioni minime e integrative del 15%. Un taglio che i rappresentanti dei partiti hanno giudicato inaccettabile.
Altri 15 giorni sono stati perciò concessi dalla troika per esplorare misure alternative a questi tagli.
Incerto  il ministro delle finanze ellenico Evangelios Venizelos, atteso oggi a Bruxelles per discutere le proposte dell’Eurogruppo. I tempi sono stretti: un accordo andrà trovato entro il prossimo 20 marzo, quando scadranno le obbligazioni greche da 14,5 miliardi di euro.

La Bce rinuncia a 11 miliardi di euro

La Bce, in questo senso, probabilmente si impegnerà a cedere il proprio portafoglio di titoli greci al fondo salva stati EFSF al valore d’acquisto (molto inferiore al valore nominale che i titoli dovrebbero rimborsare alla loro scadenza), rinunciando così ad un guadagno stimato dal Wall Street Journal in 11 miliardi di euro. Tale importo verrebbe invece assorbito dall’EFSF, che lo “girerebbe” alla Grecia come aiuto alla riduzione del debito.