Com’era ampiamente prevedibile dopo il precipitare della situazione politica, la seduta della Borsa di Milano di lunedì 30 settembre si è aperta con vendite massicce e con un attacco ai titoli di stato italiani. Poco prima di mezzogiorno lo spread (differenziale) tra Btp decennale e Bund tedesco si è attestato a quota 273,13 punti, in aumento del 3,64% rispetto alla chiusura di venerdì. Ma all’inizio della mattinata ha toccato anche i 287 punti.

L’indice del listino azionario, il Ftse-Mib, a metà giornata ha perso l’1,57%, dopo essere sceso anche a -2,3% all’inizio della seduta. Sono soprattutto i titoli bancari ad essere sotto pressione, com’è normale in questi casi. Infatti le banche detengono la maggior parte delle quote di debito pubblico (foto by InfoPhoto).

L’imminente caduta del Governo, dopo l’annuncio delle dimissioni da parte dei ministri Pdl e il voto di fiducia previsto per il 2 ottobre, è chiaramente all’origine delle tensioni supplementari sul nostro mercato, oltre a quelle collegate al generale andamento negativo del listino di Tokyo e di quelli europei.