Dietro ai freddi numeri, anche il centro studi di Confindustria fa il suo bell’intervento a gamba tesa su Silvio Berlusconi. La sua spallata – o il suo tentativo – al governo Letta potrebbe arrivare a costare al paese la bellezza di 64 miliardi di euro. La stima – ricordiamolo sempre – deriva dal calcolo degli effetti che la rinnovata instabilità politica avrebbe sui risultati economici del nostro paese.

Le stime sul Pil in caso di sfiducia al governo Letta sono di un -1,8% per l’anno in corso, un segno ancora leggermente negativo -0,3% per il 2014, e un -0,9% per il 2015. Come spiega il centro studi di Confindustria: “Una nuova ondata di instabilità parlamentare peggiorerebbe nettamente lo scenario economico dell’Italia”. Niente a che vedere quindi con le previsioni mostrate solo un mese fa: Pil in calo dell’1,6% nel 2013 e  un +0,7% per l’anno successivo.

Secondo la stima aggiornata del Def, il Tesoro si aspetta un Pil con segno meno dell’1,7% per l’anno in corso, una crescita dell’1% per il 2014, e dell’1,7% per il 2015. Considerando un Pil medio di 1607 miliardi di euro la differenza tra la due stime in soldoni sarebbe di 1,6 miliardi quest’anno, 20,8 nel 2014, e 41,7 miliardi nel 2015.

Secondo il centro studi di Confindustria l’instabilità politica genererebbe anche scenari allarmanti  per l’occupazione, con altri 360.000 posti di lavoro persi. Ecco perché spero che il governo Letta non venga sfiduciato in settimana…

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