Tra le agenzie di rating, la prima a muoversi sull’Italia è stata Fitch - che potrebbe tagliare ulteriormente il merito di credito della nostra economica in giornata. Non mi sto a dilungare sui motivi della scelta – la fiducia o meno del Pdl sul governo Letta non cambia sostanzialmente il potenziale del nostro paese. La probabile mossa di Fitch ci porta ad un passo da un vero e proprio baratro.

Se la politica italiana continuerà su questo piano inclinato ancora per poco, c’è il rischio tangibile che i titoli pubblici italiani non siano più considerati investment grade e questo avrebbe un ulteriore impatto significativo sui tassi di interesse che Bot e compagnia dovrebbero pagare per essere assorbiti dai mercati finanziari. Insomma si manifesta un primo segnale tangibile della scelta fatta per motivi personali dall’ex-premier Silvio Berlusconi.

L’impressione è che stia giocando alla roulette russa con il paese. Giocare il tutto per tutto non sta portando bene nemmeno alle sue aziende, che oggi hanno registrato un vero e proprio tracollo. Qualcuno dovrebbe fermarlo prima che sia troppo tardi (non tanto per lui quanto per noi).

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