Si spende più per le bollette, l’auto e i trasporti che per il cibo. Questo il risultato di uno studio condotto dall’ufficio studi di Intesa SanPaolo presentato ieri a Firenze nel corso di un convegno di agricoltori. La spesa alimentare si è ridotta di un ulteriore 1,5% tornando ai livelli di quasi 30 anni fa, sintomo di come il caro benzina stia mettendo sotto pressione i bilanci familiari.

Attesi ulteriori cali

Il rapporto di Intesa SanPaolo evidenzia che “Si tratta in parte di un trend strutturale legato al minore consumo di alcune voci (come il tabacco) ma che segnala anche le evidenti difficoltà del consumatore italiano che, a fronte delle tensioni sul mercato del lavoro e sul reddito disponibile, riduce ulteriormente gli sprechi e modera gli acquisti anche in un comparto dei bisogni poco comprimibili come l’agroalimentare”

La tendenza negativa dei consumi è attesa continuare anche nei prossimi mesi a causa dell’incremento del tasso di disoccupazione e degli effetti delle misure di correzione dei conti pubblici recentemente implementate dal Governo.

La Confederazione degli agricoltori ha evidenziato come sia necessario intervenire in fretta per non stravolgere ulteriormente le abitudini di spesa degli italiani e per contrastare il livello spropositato raggiunto dai prezzi dei carburanti. Coldiretti mostra come gli italiani abbiano sensibilmente cambiato, a causa della crisi, le proprie abitudini alimentari riducendo il consumo di carne bovina (-0,1%), di carne di maiale e salumi (-0,8%), di frutta e verdura (-1%) e di latte fresco (-2,2%).