I lavoratori che qualche anno fa hanno sottoscritto un contratto per l’apertura di un conto corrente, si saranno sentiti proporre una serie di “prodotti collaterali”, tra cui anche i cosiddetti fondi pensione che consentono di accantonare in modo costante e periodico, dei soldini da riscuotere insieme all’assegno previdenziale. 

In un periodo di crisi i lavoratori hanno scelto di tagliare le spese per i fondi pensione. Pensate ad esempio a quei cinquanta euro al mese che finivano in un conto deposito e negli anni vi avrebbero garantito un bel gruzzoletto da associare alla pensione.

Bene, di quei cinquanta euro, molti lavoratori, hanno bisogno adesso. A lanciare l’allarme sono proprio i gestori dei fondi pensione nella relazione annuale del 2011. A sospendere la loro contribuzione sono stati circa 1,1 milioni di lavoratori che rappresentano il 20% del totale.

Rispetto al 2010 c’è stato un incremento del parco in questione di circa 100 mila unità. Nella maggior parte dei casi si tratta di lavoratori autonomi che negli anni hanno aderito con speranza ai fondi aperti e che attualmente invece non hanno più versamenti fissi dai committenti.

Gli stessi lavoratori che hanno interrotto l’alimentazione dei fondi pensione, oggi chiedono anche delle anticipazioni per fronteggiare spese mediche, domestiche ed esigenze di vario tipo.