Dopo l’annuncio di Mario Draghi sulla proposta della BCE ci si chiede se la crisi sia effettivamente finita, visti gli effetti immediati che le parole del presidente della Banca Centrale Europea, hanno avuto sui listini e sugli indici del Vecchio Continente. 

Giovedì scorso, durante il Consiglio direttivo della BCE, Draghi ha annunciato un piano per l’acquisto dei titoli di stato. In pratica la BCE ha deciso di acquistare in anticipo una buona quantità di titoli di stato emessi dai paesi in difficoltà, senza limiti sulle quantità.

Durante il Consiglio è stato registrato un solo voto contrario e nonostante Draghi non abbia risposto sull’identità del consigliere controcorrente, tutti ritengono che si tratti del rappresentante tedesco. In effetti, le parole di Draghi, hanno avuto per effetto, quello di ridurre lo spread.

Facciamo soltanto il caso della Spagna e dell’Italia che hanno chiuso le contrattazioni di venerdì, rispettivamente, con una riduzione dello spread di 90 e 70 punti base. In fondo era da tempo che si vociferava che soltanto l’intervento della BCE avrebbe potuto mettere un freno alla crisi.

Eppure la crisi non è finita, perché l’intervento della BCE è limitato e riesce soltanto a conferire un po’ di sollievo ai mercati in crisi ma gli squilibri interni all’UE continuano ad essere importanti.