Lo sanno anche quelli che di finanza ne sanno poco o niente. La crisi finanziaria che ci sta schiacciando è nata dai mutui subprime, ovvero dai mutui erogati sottovalutando i rischi legati al fatto di erogare somme notevoli a clienti che potevano prestare garanzie insufficienti.
Per questo ora il dipartimento di Giustizia ha citato in giudizio Bank of America. L’accusa è quella di aver sottostimato i rischi collegati a questo genere di prodotti – nel 2008, l’istituto di credito ha erogato 850 milioni di dollari di mutui subprime.

L’idea è quella di chiedere il conto – com’è già capitato con Standard & Poor’s – a chi, con i suoi comportamenti è stata più o meno volontariamente causa dello sconquasso che abbiamo vissuto in questi anni.

L’azione è partita dalla corte federale della Carolina del Nord – la sede della banca è a Charlotte. Ed è stata commentata positivamente dal ministro della giustizia Eric Holder: “Si tratta dell’ennesimo passo in avanti in quell’azione volta a far luce sulla vicenda e colpire i responsabili, ovvero tutti coloro che hanno avuto una condotta fraudolenta e negligente”.

Il caso – su cui c’è anche un’indagine in contemporanea della Sec, la nostra Consob – riguarda la cartolarizzazione di mille prestiti che sono stati venduti ad investitori istituzionali come la Wachovia Bank. I titoli avevano il rating massimo (ovvero la tripla A) anche se il 40% dei prestatori non aveva gli standard previsti dalla banca – tantissimi (il 70%), tanto per citare un caso, non avevano un reddito certificato.

Ovviamente la Bank of America contesta la ricostruzione, affermando di non essere responsabile del crollo del mercato immobiliare. I compratori poi erano investitori sofisticati che avevano tutti i termini per giudicare il prodotto – e che comunque questi prodotti si sarebbero comportati meglio di titoli equivalenti.

Sulla questione è intervenuto negli ultimi giorni anche il presidente Barack Obama: vuole rilanciare la riforma del mercato immobiliare per impedire ad ogni costo il ripetersi di situazioni come quelle che hanno scatenato l’attuale crisi. Il presidente Usa vuole anche “mettere fine all’era del salvataggio per Fannie Mae e Freddie Mac”, i due colossi del credito ipotecario nazionalizzati dovrebbero ritornare nei prossimi mesi di nuovo in mano al capitale privato.
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