La Banca centrale europea ha deciso di mettere in campo tutta l’artiglieria pesante per rilanciare l’economia reale e allontanare l’incubo della deflazione.
Così almeno ha lasciato intendere il presidente Mario Draghi al termine dell’ultimo direttivo della Bce, durante il quale si è reso noto il taglio del tasso d’interesse principale al minimo storico dello 0,05% e del tasso sui depositi al -0,2%.
Il numero uno dell’Eurotower, infatti, ha dichiarato che Francoforte ha deciso (“non in modo unanime”) di avviare un programma di acquisti di Asset backed securities che potrebbe partire già dal prossimo mese, confermando l’intenzione voler dare il via, forse nello stesso mese, ad un nuovo piano di rifinanziamento di lungo termine (Ltro), di chiara ispirazione alle operazioni di quantitative easing adottate dalla Federal Reserve e dalle banche centrali di Giappone e Gran Bretagna.

Le operazioni di quantitative easing (Qe) sono, in generale, uno strumento di politica monetaria ‘non convenzionale’ e consistono nell’acquisto di titoli da parte della banca centrale dal settore bancario e da quello pubblico.
Con queste operazioni la banca centrale immette liquidità nel sistema, sorreggendo l’economia reale, agendo, di riflesso, anche sui tassi d’interesse.
Le operazioni di quantitative easing della Bce (gli Ltro), tuttavia, non agiscono anche sul costo del denaro (le decisioni su di esso sono prese a parte) e sono decisamente orientate ad aumentare la liquidità in circolazione, soprattutto se all’orizzonte si intravedono rischi quali deflazione, credit crunch e recessione.
Così è accaduto nei due più recenti ricorsi a questo strumento “non convenzionale” di politica monetaria da parte della Banca centrale europea, ma, a differenza di questi, di fatto utilizzati soprattutto per rafforzare il capitale degli istituti di credito europei, il nuovo programma di Ltro annunciato da Mario Draghi prevede che le somme messe in campo (circa mille miliardi di euro, prima novità del piano) siano utilizzate dalle banche per finanziare famiglie e imprese (la novità vera e propria della manovra).
L’obiettivo è chiaramente, dunque, quello di spingere la ripresa dell’economia reale allontanando lo spettro della deflazione, e di una nuova fase di recessione economica, dall’Eurozona (e dall’Ue allargata).