Le riforme strutturali sono insufficienti per il rilancio dell’economia dell’Eurozona e ciò costituisce “un rischio al ribasso” per le prospettive economiche.
L’allarme arriva nuovamente dalla Banca centrale europea che, nell’ultimo bollettino mensile diramato la scorsa settimana annovera tra i rischi anche una “domanda interna inferiore alle attese”.
Al momento, scrivono i tecnici dell’Eurotower, nell’area euro si assiste al “protrarsi di una ripresa moderata e disomogenea”, per cui Francoforte è pronta ad adottare nuove misure per scongiurare la deflazione e la stagnazione dell’economia del Vecchio Continente.

Le riforme strutturali, scrive l’istituto centrale guidato da Mario Draghi, “dovrebbero mirare innanzitutto a promuovere gli investimenti e la creazione di posti di lavoro” e i Paesi membri dovrebbero “procedere in linea con il Patto di stabilità e crescita senza vanificare i progressi conseguiti”, risanando i bilanci pubblici “in modo da favorire l’espansione economica”.

L’Eurotower inoltre dichiara che le misure già adottate per scongiurare il rischio deflazione “concorreranno a riportare i tassi d’inflazione in prossimità del 2%”, ricordando che la Bce è “unanime nel suo impegno a ricorrere anche a strumenti non convenzionali” per stimolare la crescita e contrastare un’inflazione bassa per lungo tempo, anche se al momento, si legge nel bollettino, i rischi per l’andamento dei prezzi sono “limitati”.
Pesano inoltre, si legge nel documento, la situazione geopolitica e quella dei mercati emergenti.