Il destino dell’intera Eurozona dipenderà da quello dell’Italia e non dalla Germania o dalla Francia, né tantomeno dalla Banca centrale europea o dalla Commissione Ue.
A sostenerlo questo week end durante una cerimonia tenutasi alla Bocconi è stato Joerg Asmussen, membro del direttivo della Banca centrale europea.

L’Italia è troppo grande per essere salvata dall’esterno: deve invertire la marcia da sola. Il suo destino segnerà anche il destino dell’area euro. In questo senso il futuro dell’area non si deciderà a Parigi o a Berlino, né a Francoforte o a Bruxelles: si deciderà a Roma”, ha dichiarato Asmussen nella sua prefazione in occasione del ricevimento da parte dell’Università Bocconi, dove nel 1992 il tedesco ha conseguito il Master in Business Administration, del titolo ‘Alumnus dell’anno’.
La svolta dipende da voi, ma non sarete lasciati soli”, ha aggiunto.
L’Italia, per il membro del comitato esecutivo della Bce, è dotata di un “vivace spirito imprenditoriale”, una “creatività apprezzata a livello mondiale, forza della sua società civile” e “ora forse l’evoluzione di un nuovo sistema politico”: tutte “risorse importanti”.
L’Italia si trova dinanzi a sfide di lungo periodo e la soluzione risiede in interventi strutturali. Basti guardare all’andamento del tasso di crescita in termini reali: 5% negli anni Cinquanta, 4% negli anni Sessanta, 3% negli anni Settanta, 2% negli anni Ottanta, 1% negli anni Novanta e 0% negli anni Duemila”: una situazione di stallo, ha rimarcato Asmussen, dalla quale il Paese riuscirà tuttavia ad uscire.
In virtù dell’esperienza personale che ho con l’Italia, – ha chiuso l’ex alunno della Bocconi – non mi preoccupano né il suo futuro, né quello dell’area dell’euro”.

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