L’Eurozona zoppica vistosamente e tra i grandi Paesi membri non è soltanto l’Italia a zavorrare la ripresa del Vecchio Continente.
Dopo quattro trimestri in lieve crescita, l’ultima rilevazione trimestrale della Bce ha certificato la perdita di slancio dell’economia dell’area euro, mentre mercoledì il governo francese ha ufficialmente dichiarato che il Paese transalpino non centrerà l’obiettivo deficit per il 2014.
Il ministro delle Finanze, Michel Sapin, ha fatto sapere infatti che l’esecutivo francese prevede un rapporto deficit/Pil al 4,4% alla fine del 2014, lo 0,2% in più rispetto all’anno scorso, fissando ormai al 2017 il ritorno al 3%.
Grazie ad una congiuntura economica decisamente sfavorevole, ha chiarito Sapin, sono state ritoccate al ribasso anche le stime di crescita del Pil, 0,4% per il 2014 e all’1% per il 2015.

Proprio nel giorno della nomina a commissario europeo agli affari Monetari dell’ex ministro dell’Economia Pierre Moscovici, la Francia ha deciso unilateralmente di chiedere per la terza volta di rinviare il rientro nei parametri del patto di Stabilità Ue.
“Quello che voglio rivolgervi oggi è un discorso di verità”, ha riferito Sapin in conferenza stampa.
Si tratta di una “situazione eccezionale” che sta condizionando l’intera Eurozona, ha aggiunto, e la Francia “non riuscirà a raggiungere per quest’anno i suoi obiettivi”.