La locomotiva d’Europa è in affanno.
L’economia tedesca è in frenata, dopo la battuta d’arresto del Pil nel secondo trimestre dell’anno (-0,2%), prima volta in negativo dal 2012, e l’indice di fiducia delle imprese è in calo per quarta volta di fila.
L’Ifo, secondo i dati diramato ieri dall’istituto nazionale statistico della Germania, ha toccato quota 106,3 punti, ai minimi dal 2013 e peggio delle attese (107).
E in calo è risultato anche il sentiment delle aziende tedesche sulla situazione corrente, dai 112,9 punti rilevati a luglio ai 111,1 di questo mese.

Per gli analisti dell’istituto di statistica tedesco pesano soprattutto la crisi in Ucraina e il braccio di ferro delle sanzioni tra Russia e Unione europea: fattori che stanno vistosamente frenando l’export delle aziende teutoniche (-15,5%), particolarmente esposte verso Mosca.
Le più pessimiste nell’analisi Ifo, infatti, sono proprio le imprese che hanno stretto legami d’affari con la Russia, molte delle quali, in testa il gruppo Henkel e la Rheinmetall, hanno già tagliato le loro stime dei profitti per i prossimi mesi.
L’fo allo stesso tempo, spiega l’analisi, dimostra che i consumi comunque reggono e l’economia tedesca resta ancora lontana dalla recessione.
Tuttavia, continua, nel terzo trimestre la crescita del Pil tedesco sarà ancora vicina allo zero e sull’intero 2014 dovrebbe far segnare un aumento dell’1,5%, contro il 2% atteso.