Nuova frenata per l’economia dell’Eurozona.
Nel secondo trimestre dell’anno il Pil della Germania arretra dello 0,2% rispetto ai tre mesi precedenti, con la crescita del primo trimestre rivista dal +0,8% al +0,7% sull’ultimo del 2013.
A certificare la prima battuta d’arresto della locomotiva del Vecchio Continente negli ultimi due anni è stato l’ufficio statistico federale, che addebita la flessione del Prodotto interno lordo al contributo negativo dell’export tedesco e alla diminuzione degli investimenti.
Le aspettative erano orientate su un calo dello 0,1%.

Non va meglio alla Francia.
Il Pil della seconda economia d’Europa, secondo i dati diramati dall’Insee, l’istituto statistico francese, è fermo per il secondo trimestre consecutivo.
Il dato, invariato rispetto ai primi tre mesi dell’anno, conferma che il Paese d’oltralpe è in piena stagnazione, con l’esecutivo pronto a rivedere le stime per il 2014.
Per Michel Sapin, ministro delle finanze francese, le previsioni di crescita per l’anno in corso saranno ridotte dall’1% allo 0,5%.
La Francia, si legge su un articolo di Sapin pubblicato dal quotidiano Le Monde la scorsa settimana, mancherà l’obiettivo del rapporto deficit/Pil al 3,8%, spostando le stime ad un dato superiore al 4%.