L’ho scritto un paio di giorni fa: in ottobre la montagna del debito pubblico ha raggiunto i 2.085 miliardi di euro, contro i 2.068 del mese di settembre. In un recente post vi ho spiegato perché siamo arrivati a questo punto. A queste cause, alla  faccia dell’austerity, dobbiamo aggiungere il peso della solidarietà europea.

Finora ci è costata 51,5 miliardi di euro. Il dato ci viene dalla Banca d’Italia e riguarda tutti contributi che il nostro paese ha versato negli ultimi quattro anni. L’esborso maggiore è quello che l’Italia ha pagato per finanziare l’Efsf, l’European Financial Stability Facility o Fondo Europeo di Stabilità Finanziaria.

Per chi non se lo ricorda si tratta del fondo che ha prestato soldi nei momenti peggiori della crisi ad Irlanda, Grecia e Portogallo. Altri 11 miliardi sono stati versati nel famigerato Mes (o Esm), il Meccanismo Europeo di Stabilità, il fondo permanente nato alla fine del 2012 con una capacità potenziale di 500 miliardi di euro.

Gli ultimi dieci miliardi sono stati erogati in modo bilaterale alla Grecia. Tutti questi soldi vengono conteggiati come debito pubblico. Da rilevare che Germania e Francia devono fornire un contributo superiore, ma l’Italia lo deve finanziare a tassi molto più elevati (il 4-5% contro l’1-2% di Francia e Germania). Appare quindi evidente che l’Italia sia complessivamente il paese europeo che fa gli sforzi più gravosi per la solidarietà finanziarie europea.

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