La scoperta l’ha fatta il Wall Street Journal: in un rapporto “strettamente confidenziale” il Fondo monetario internazionale avrebbe ammesso di aver compiuto gravi errori nelsalvataggio greco. Lo scoop è in realtà una mezza notizia, perché il capo economista dell’istituzione internazionale Olivier Blanchard aveva ammesso un pesante errore: avrebbero usato un moltiplicatore per valutare l’effetto sul Pil delle politiche recessive pari a 0,5, mentre sarebbe stato opportuno utilizzare valori molto maggiori – si parlava di cun 1,5.

In soldoni significa che hanno calcolato che una riduzione della spesa pubblica per dieci miliardi di euro avrebbe implicato una riduzione del Pil di cinque miliardi. In realtà la riduzione del Prodotto è stato di 15 miliardi. Ciò significa che con ogni probabilità anche la recessione italiana è dovuta in buona parte ad errori di calcolo e a misure errate del governo Monti

Dal documento divulgato emerge che ci sono state molte più incertezze legate al salvataggio greco di quello che è riuscito a trapelare. Ad esempio il Fondo e la Troika in toto non è mai stato in grado di garantire che il debito pubblico fosse sostenibile. La ristrutturazione del debito è avvenuta troppo tardi, se fosse stata fatta subito sarebbe costata meno ai contribuenti europei. C’è stato anche troppo ottimismo sulla capacità di tornare sul mercato dei capitali del governo greco.

L’unico risultato dell’operazione di salvataggio è stato quello di evitare che la ricetta greca venisse applicata in pieno anche ad altri paesi Pigs. Ben magra consolazione…

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