Le prospettive sfavorevoli dell’economia e il maggior rischio di credito ad esse associato hanno reso le politiche di credito alle imprese “lievemente più restrittive” nel secondo semestre, anche se ‘qualche spiraglio’, rileva l’indagine sul credito bancario della Banca centrale europea, arriva dal credito alle famiglie, principalmente dai finanziamenti destinati all’acquisto di abitazioni.
“Si è interrotto l’irrigidimento delle condizioni di offerta dei prestiti alle famiglie per l’acquisto di abitazioni – scrivono gli analisti di Francoforte -, riflettendo le prospettive meno sfavorevoli per il mercato immobiliare”.

Il ‘clima’ italiano. Ma se nell’eurozona si intravedono delle sfumature che la Banca centrale sottolinea come positive, in Italia la situazione resta invariata.
Da un lato, rileva in tal caso Bankitalia, anche nella penisola nel secondo semestre le politiche di offerta di finanziamento dalle banche alla imprese sono diventate “leggermente più restrittive”, atteggiamento che “riflette principalmente le prospettive sfavorevoli per l’attività economica e un connesso maggior rischio di credito”, dall’altro tuttavia, evidenziano da via Nazionale, anche la domanda, secondo le banche interpellate, è rimasta ferma, sia dal lato delle imprese, sia da quello delle famiglie.
Un dato, quest’ultimo, che confermerebbe, per le imprese, la propensione ad un basso tasso di investimenti e, per le famiglie, una bassa fiducia dei consumatori.