Era nell’aria e c’è poco da meravigliarsi (e da rallegrarsene): l’Europa è ferma, i Paesi ‘periferici’ non crescono più e quelli che hanno tirato l’Eurozona anche in piena crisi vengono gradualmente coinvolti dalla spirale recessiva che assedia l’economia globale dal 2008. Così anche la Germania, l’ultimo baluardo europeo e la maggiore economia del Vecchio continente, inizia a rallentare.
La notizia è arrivata ieri dal Fondo monetario internazionale, che ha dimezzato le stime sull’andamento dell’economia tedesca per il 2013 insistendo sul fatto che la recessione dell’Eurozona sta zavorrando e potrà frenare ancora la crescita della maggiore economia europea.
L’istituto internazionale con sede a Washington, che due mesi fa aveva alzato le stime sull’economia tedesca a +0,6% per il 2013, al termine della relazione denominata Article IV, ha stimato una crescita “attorno allo 0,3%” nell’anno in corso: una rivisitazione delle prospettive, si legge nel rapporto, dovuta ad una congiuntura dell’eurozona che ha penalizzato contemporaneamente esportazioni e investimenti.

L’allarme del Fmi. Il Fmi, come già anticipato dal governo tedesco, prevede una ripresa dell’economia tedesca soltanto nella seconda metà di quest’anno, in linea con quanto dovrebbe avvenire, sulla base di quanto riferito da Mario Draghi, per l’intera Europa, anche se le stime rivisitate dal Fondo sono più basse sia di quelle del ministero all’economia tedesco (+0,5%), sia di quella della Bundesbank (+0,4%).
La revisione al ribasso, ha sottolineato Subir Lall, l’economista del Fmi che ha presentato il rapporto sulla Germania, segue un primo trimestre debole, durante il quale, nonostante consumi solidi e un tasso di disoccupazione basso, la contrazione delle esportazioni verso gli altri paesi dell’Eurozona più in affanno ha fatto aumentare le incertezze sulla ripresa della Locomotiva del Vecchio continente, soprattutto se la crescita globale dovesse fermarsi.
Il Fondo ha inoltre avvertito che i risultati di quest’anno potrebbero anche far limare le previsioni sulla crescita dell’anno prossimo, fissate attualmente all’1,5%.
La stima rivista potrebbe aggirarsi attorno all’1,3% circa”, ha riferito Subir Lall, senza però fornire cifre certe e, dunque, ufficiali.
Il Fmi ha anche chiesto a Berlino di proseguire con la riforma del mercato finanziario, “aumentando gli ammortizzatori di capitale e la supervisione bancaria”, in modo da contribuire a ridurre l’incertezza, sconsigliando, allo stesso tempo, di generare un eccessivo consolidamento fiscale, vista l’adeguatezza della politica fiscale tedesca.

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