Ogni tanto arrivano buone notizie dall’Europa meridionale. intendiamoci, si tratta di segnali, ma di questo ci dobbiamo accontentare… In Grecia la disoccupazione è al 27% – e tra i giovani arriva al tragico 62%, ma l’agenzia Fitch ha migliorato il debito sul rating ellenico da CCC a B-.

Il motivo? A quanto sembra un certo miglioramento dei conti pubblici: per la prima volta nel primo trimestre il paese ha un avanzo di bilancio, le banche sono state ricapitalizzate, è arrivata una nuova tranche del prestito europeo e sono state riviste al rialzo le stime sul Pil (da meno 4,8 a meno 4,4%). Per di più anche un colosso bancario come la statunitense Morgan Stanley era ritornata a consigliare l’acquisto di obbligazioni greche.

Grazie soprattutto alla marea di liquidità che ha invaso il mercato è pure diminuito il rendimento sui decennali – passato in un anno dal 29% al 10%. Secondo il ministro delle finanze greco Yannis Stournaras: “Abbiamo svoltato. Dal 2014 l’economia tornerà a crescere e noi potremo provare a tornare sui mercati”. D’altra parte la ripresa dovrebbe farsi “sentire tra poco anche nella vita di tutti i giorni”. Per ora 3,4 milioni di persone vivono in povertà, su una popolazione di 11,3 – anche se per la prima volta il saldo tra licenziamenti e nuove assunzioni è stato positivo.

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