Il dibattito in corso alla Corte Costituzionale Tedesca – che risiede a Karlsruhe – sta preoccupando i mercati, anche perché è collegato agli umori di una parte dell’opinione pubblica tedesca, secondo la quale i paesi Piigs starebbero vivendo a credito grazie ai generosi contributi germanici. Peccato che non si parli mai dei vantaggi che sta traendo l’economia dei crucchi dalla crisi.

La riduzione dei tassi di interesse sui titoli pubblici di Berlino ha fatto risparmiare all’erario 80 miliardi di euro – destinati a diventare cento dopo l’ultimo taglio degli interessi della Banca centrale europea. Già nell’autunno del 2012 Allianz parlava di un risparmio di 67 miliardi di euro. Il vantaggio complessivo si deve ripartire sugli anni di vita dei titoli emessi, per cui se si guarda al solo 2012 il risparmio per l’erario tedesco è di dieci miliardi, che saliranno a tredici per l’anno in corso.

Non è il solo aspetto positivo che ha avvantaggiato la Germania: bisogna considerare anche che la moneta europea si è svalutata del 10% dal 2011 ad oggi. Anche o soprattutto per questo le esportazioni tedesche sono aumentate nello stesso periodo del 5% – e il Pil dell’1,25%.

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