Nel momento in cui sto scrivendo l’Euro vale 1,36 dollari, il 7% in più rispetto al cambio del 27 marzo scorso. E ben il 15% in più di quello che diversi analisti considerano il suo fair value – ovvero il suo valore corretto – in rapporto al dollaro (1,18-1,2 dollari).

Perché ve ne parlo? Perché con questi valori di cambio (e il rischio che domani il cambio possa salire fino a 1,4 dollari) portano più di un problema alla Germania – visto che la sua crescita economica si basa sulle esportazioni più che sui consumi interni – basti pensare che i salari medi tedeschi sono diminuiti dell’1,8% tra il 2000 ed il 2012.

E se ha problemi la Germania, figuriamoci cosa possa capitare ai paesi “euroscassati” come Italia, Spagna, Portogallo e compagnia cantante… Il cambio potrebbe bloccare sul nascere il percorso di timida crescita che si profila per l’Unione europea.

Perché si sta apprezzando l’Euro? Nel mondo di oggi il denaro si sposta dove è probabile che renda di più. E i listini europei negli ultimi tempi hanno sottoperformato spesso, ma con la ripresa il discorso potrebbe cambiare… A questo bisogna aggiungere che la Banca centrale europea ha una politica restrittiva se paragonata a quella della banca centrale giapponese ed alla Federal Reserve. E anche questo spinge l’euro.

Ancora una volta molto dipende dall’eccessiva influenza sulla Bce dei tedeschi. Ma sarebbe ora di rispondere alla politica monetaria espansiva di Stati Uniti e Giappone con la stessa moneta.

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