Quadro in chiaroscuro nei sondaggi condotti da Bruxelles sull’Euro. Da una parte gli europei “contrari” all’Unione economica e monetaria non sono mai stati così vicini ai “favorevoli”: nella primavera del 2007, il rapporto era 63% di favorevoli contro 31% di contrari. Nella primavera i 30.000 cittadini contattati sono al 51% favorevoli alla moneta europea contro un 42% di contrari – lo scarto minimo registrato finora.

Ovviamente la media nasconde differenze notevoli, in media i paesi dell’Eurozona hanno una solida maggioranza di favorevoli – siamo al 62%, con un calo percentuale del 4% rispetto alla precedente rilevazione – contro un misero 29% di soggetti pro-euro tra i paesi Ue che non aderiscono alla moneta europea.

I paesi più favorevoli all’Euro sono Slovenia, Slovacchia, Lussemburgo, Belgio e Finlandia con percentuali superiori al 75%. Dall’altra parte della barricata ci sono i britannici, con un 15% di favorevoli. I maggiori segni meno in termini di fiducia si registrano in Spagna (-11%), Francia, Polonia e Olanda (-7%). L’Italia riserva una sorpresa: gli eurofavorevoli sono al 59% contro il 30% dei contrari. I primi sono in aumento di due punti contro la diminuzione di un punto percentuale rispetto all’ultima rilevazione autunnale.

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