Il 65% delle famiglie italiane ritiene il proprio reddito inferiore a quanto sarebbe necessario (foto by InfoPhoto).  È questo il dato allarmante che emerge da un Quaderno di Economia e Finanza dedicato al risparmio redatto dalle economiste Laura Bartiloro e Cristiana Rampazzi, e pubblicato da Bankitalia sul proprio sito. Nel 1990, la quota di famiglie che consideravano il proprio reddito insufficiente era inferiore al 40%.

L’incremento è più diffuso per i nuclei familiari che vivono in affitto, il cui capo-famiglia è operaio, oppure disoccupato, pensionato o impiegato part-time. Nel 2010, le famiglie povere di reddito e di ricchezza, al netto dell’abitazione di residenza, erano l’8,8%, in lieve aumento rispetto agli indicatori del 2008. Ma, come detto, il peggioramento più rilevante si è verificato tra le famiglie giovani (15,2%) e quelle di affittuari (26,1%, +3,5% rispetto ai dati precedenti). In generale, quasi una famiglia su quattro (22%) fa registrare risparmio negativo – ovvero, spende più di quanto guadagna.

L’indagine di Bankitalia, dunque, sottolinea come, di fronte alla crisi generalizzata del risparmio, alcune tipologie di famiglia siano state più colpite di altre. E le cattive notizie non finiscono qui: tutto fa presagire, infatti, un’ulteriore riduzione del reddito e un peggioramento del tasso di risparmio, con conseguente, prevedibile peggioramento delle condizioni dei nuclei familiari più vulnerabili, “in assenza di opportune misure di sostegno o di una ripresa del ciclo economico”. Solo settimana scorsa, l’Istat ha pubblicato un rapporto sulle retribuzioni lorde dei lavoratori dipendenti italiani, che con una media di 14,5 euro/ora si collocano solo al 12esimo posto della speciale graduatoria dell’Eurozona.