La giornata si potrebbe riassumere così: ancora una volta l’Europa ha dimostrato la sua pochezza… In mattinata il neo governatore della Banca del Giappone ha annunciato misure di politica monetaria espansiva ben al di là delle previsioni – e il Giappone è messo meglio dell’Eurozona

Nel pomeriggio Mario Draghi e la Bce rispondono con una valanga di aria fritta… La ripresa dovrebbe arrivare nella seconda metà dell’anno, ma ci sono “rischi al ribasso”, e la Bce non fa nulla: non tocca i tassi e continua nella sua politica di credito illimitato alle banche. Si limita a prendersela con i governi nazionali per le mancate riforme della politica a favore della crescita: “Non possiamo compensare l’inazione dei governi non possiamo farlo sul fronte delle misure di stimolo all’economia né su quello delle riforme strutturali”.

Peccato che con gli assurdi vincoli di bilancio che pone l’Europa, i governi possano fare ben poco per stimolare l’economia… Sull’Italia si limita a dire di aver risposto ad una telefonata di Giorgio Napolitano e poi chiude con una valangata di luoghi comuni, del tipo “Non bisogna sottovalutare cosa significa l’euro per la gente, né la quantità di capitale politico investito nella moneta unica” – vorrei vedergli ripetere queste parole davanti ad un gruppo di disoccupati…

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